L’avevamo anticipato nella presentazione della sfida odierna; quello di oggi era più che un test per l’ambiente Juve Stabia. La sconfitta arrivata contro questo Livorno non può certo entusiasmare gli appassionati delle vespe, a maggior ragione se pensiamo che i labronici sono stati in inferiorità numerica per quasi tutto il secondo tempo. A ben vedere, però, la consueta volontà e lo spirito di rivalsa dei gialloblù non è venuto a mancare nemmeno nei momenti più delicati della contesa. Quello che preoccupa è la gestione della gara da parte di mister Braglia, stranamente remissivo nell’impostazione tattica prima e durante l’incontro. Che sia un segnale chiaro alla dirigenza sul suo dissenso verso la campagna acquisti? Per quel Cazzola troppo presto abbandonato, e per gli esterni che non sono arrivati? Solo Ipotesi del caso, magari prive di fondamento. Che il mercato abbia portato una nota lieta, però, è fuori di dubbio: Caserta c’è, e il suo contributo di esperienza in campo (in gol alla prima con la maglia delle vespe) e fuori potrà essere decisivo nella rincorsa ai traguardi stagionali. Appunto, gli stessi obbiettivi su cui la piazza stabiese troppe volte si interroga senza risposte certe, granitiche: la salvezza o i Play-Off? La società ha già risposto più volte, ma si sa, il tifoso “fa orecchie da mercante”. Il Livorno, invece, sale meritatamente a 29 punti.
SCHIERAMENTI UFFICIALI – In barba ai pronostici, Braglia decide di lanciare il nuovo acquisto Caserta dall’inizio al fianco di Mezavilla. Mediana completata dagli esterni offensivi Erpen e Raimondi. Seculin a difendere la porta delle vespe, mentre in difesa Molinari recupera dal fastidio alla schiena che l’aveva messo in dubbio fino al riscaldamento; con lui capitan Maury, in attesa del rientro del baluardo Scognamiglio. I terzini titolari Baldanzeddu e Di Cuonzo a chiudere. Attacco confermatissimo Danilevicius-Sau. Madonna sorprende, invece, per la scelta di non rinunciare alle geometrie di Berlinghieri; costui è spostato in mezzo al campo assieme a capitan Luci, complice il ritorno in attacco del talento Dionisi a fare da spalla per Paulinho. Gli esterni scelti per far male alle corsie gialloblù sono Bigazzi, a sinistra, e Siligardi, a destra, pronto a rientrare sul mancino. Difesa inedita, dato il forfait di Knezevic, composta dai laterali Salviato e Lambrughi e dalla coppia di centrali Bernerdini e Sini. In porta la rivelazione Bardi (concorre per il premio di miglior giovane della Serie Bwin al pari della saracinesca gialloblù Colombi, anch’egli presente in lista)
IL LAMPO DI CASERTA ILLUDE LE VESPE – Dopo 30 secondi di giuoco è già Juve Stabia con un tiro alto di Sau su invito di Erpen. L’esterno argentino di Braglia sembra in giornata, mentre il Livorno è guardingo a copertura della propria retroguardia. Negli amaranto Berlinghieri fa e disfa: negativo sui tanti appoggi mal calibrati, meglio quando tenta un tiro cross di sinistro che si spegne sul fondo. Il copione prevedibile delle vespe – lancio lungo e pedalare per le spizzate di Danilevicius – non ottiene i frutti sperati, ma almeno tiene i labronici nella propria trequarti. La sterile pressione territoriale dei padroni di casa, però, propizia il vantaggio inatteso del neo-acquisto Fabio Caserta. Dagli sviluppi di un offensiva dalla destra, Bardi respinge un pallone dalle parti del mediano stabiese che, senza esitare, scarica un diagonale verso il secondo palo del estremo livornese; il vano salvataggio di un difensore non impedisce i festeggiamenti “increduli” del nuovo idolo Caserta. Proprio lui segna all’esordio sotto la Curva San Marco facendo esplodere di gioia popolo gialloblù! Non ditelo, però, all’autore del divertente striscione: “Solo Belen al posto di Cazzola”, quanto mai fuori luogo alla luce della realizzazione di chi è deputato a sostituirlo. Caserta si farà ammonire per eccesso di foga dopo essersi sfilato la maglia. Ma poco importa, la Juve Stabia è avanti 1-0 dopo soli 10’. La gara si profila tutta in discesa, specialmente quando Raimondi liscia la sfera servitagli su un piatto d’argento dal compagno di fascia sinistra Di Cuonzo. E’ il 17’ e le vespe non chiudono la pratica sul 2-0, come avrebbero ampiamente meritato. Detto fatto. La dura legge del gol si abbatte funesta, in modo cinico e spietato; al 19’ i toscani rimettono la contesa sui binari della parità grazie alla splendida realizzazione di Paulinho. La punta carioca riceve da destra un servizio di Dionisi, si libera di Maury con uno stop a seguire, e trafigge Seculin con un rasoterra da cecchino sul suo palo lontano. Tutto da rifare, nel silenzio del “Menti” convinto, fino al gol del pari, di avere la partita in pugno. Convinzione spazzata via, al 21’, dall’immediato raddoppio dei ragazzi di Madonna: stavolta è Dionisi a mettersi in proprio con una sberla mancina dai 15 metri; Seculin si allunga nel tentativo vano di arrestare il tiro chirurgico del talento numero 8. Palla nell’angolino e risultato inaspettatamente capovolto. Da lì in poi, una serie di sortite prevedibili delle vespe che, con un Raimondi in versione “Mai dire gol”, non riescono a pungere la porta livornese; se non fosse per una punizione di Sau al 27’, terminata a pochi centimetri dal sette. Al peggio non c’è mai fine, visti gli svarioni di un Di Cuonzo quanto mai timoroso e impreciso nelle chiusure. Ci vuole un'altra occasione propiziata da Sau al 33’ per sperare nell’aggancio, ma l’arbitro non se la sente di fischiare il penalty sulla presunta affossata di Sini. Le uniche risposte del Livorno vengono sempre da svarioni in mediana dei vari Mezavilla, Raimondi e Di Cuonzo, i quali offrono campo a pericolose ripartenze. Come al 42’, quando Paulinho si vede annullare il secondo sigillo personale dal guardalinee, dopo un palo secco colpito da Siligardi. Dionisi è spesso a terra a causa degli interventi maschi di Molinari e soci, ma Cervellara propende per non assegnare il meritato recupero.
UN LIVORNO IN 10 NON RISCHIA, CONTROFIGURA SAU – I primi 5’ della ripresa sorridono parzialmente alle vespe; un grave errore di Di Cuonzo lancia il solito Paulinho in solitaria verso la porta di Seculin, la punta amaranto serve Siligardi che centra nuovamente il palo nell’incredulità del tifo stabiese. Nel proseguo dell’azione, però, è Sau a lanciarsi in contropiede anticipando di netto l’intervento di uno sciagurato Sini. Il giovane difensore falcia la “Talpa” da dietro: cartellino rosso immediato del fischietto di Taranto. Sembrerebbe il segno della svolta dell’incontro a favore della Juve Stabia, ma non basterà l’intera ripresa a legittimare questa ipotesi. Il 54’, intanto, si segnala per la meritata standing ovation alla sostituzione di Caserta (prova d’orgoglio allo stremo delle forze) in luogo di Scozzarella. Braglia decide di non sbilanciare la squadra togliendo un difensore, in primis Di Cuonzo; scelta che si rivelerà fatale ai fini del risultato. Madonna risponde con una mossa preventivata a rigor di logica: fuori un centrocampista (Siligardi) dentro un difensore (Meola). Come dargli torto. Al 60’ Raimondi decide di dare un senso alla sua opaca prestazione, con un cross in mezzo non sfruttato dal notevole ritardo della coppia Danilevicus-Sau. Scozzarella, appena entrato, ci mette del suo per far rimpiangere Cazzola; molle il suo contrasto a centrocampo che da il via libera all’ottimo Dionisi (migliore in campo per numero di palloni trattati con sapiente maestria) in una repentina ripartenza che porta al tiro, sul fronte opposto, il solo Bigazzi; palla al lato di un soffio. Quando si dice che in dieci si gioca meglio. Le vespe non mollano al 63’, ma l’esito del uno due Erpen-Baldanzeddu non va a buon fine; il passaggio finale del terzino gialloblù offre un rigore in movimento dell’accorrente Danilevicius. Palla alle stelle con annesse imprecazioni dalla tribuna Monte Faito. Diverse ragioni tattiche spiegano l’affanno dei padroni di casa nel portare uomini davanti alla porta di Bardi: in primis, le dubbie sostituzioni di Braglia – Erpen sostituito, nel momento in cui la sua fantasia avrebbe potuto fare la differenza, invece di un difensore (con il Livorno in dieci) – , infine la completa assenza di movimento senza palla da parte della mediana stabiese. Mai vista fino ad oggi una Juve Stabia così ferma sulle gambe. Al 76’ ci prova la ditta dei giovani classe 92’ (appena entrati) Berretta-Ceccarelli: il primo spizza all’indietro di testa, il secondo “rovescia” centralmente nella presa dei guantoni di Bardi. Ancora l’ex laziale, poi, serve al 80’ Raimondi sul secondo palo; palla alle stelle. Due minuti dopo la sapiente mossa di Madonna, far entrare l’ariete Bernacci, si rivela utile per far salire i labronici. Ma è l’86’ a scrivere la parola fine all’incontro; punizione centrale dal limite, batte forte Raimondi, Bardi non trattiene e Sau – a pochi centimetri dalla porta spalancata – prende la mira e getta al vento la palla del pareggio (così come avvenne contro il Crotone) con un piattone al lato del palo dei labronici. Sconforto, rabbia e incredulità assalgono i pensieri della tifoseria e degli interpreti gialloblù. Se anche Sau non la butta dentro lì, allora è davvero il momento di arrendersi al triste epilogo di questo freddo pomeriggio stabiese. L’arbitro opta per 4’ di recupero in cui è solo la forza della disperazione a tenere accese le speranze. Onore al Livorno.
CURIOSITA’ – Tra il primo e il secondo tempo gli spettatori hanno assistito alla performance delle studentesse (ospiti delle tribune assieme al loro Istituto Enrico Forzati ed il Mosè-Mascolo) protagoniste dell'Intervallo Gialloblù; si sono cimentate in un'esibizione di “twirling”. Circa quaranta le majorette che hanno allietato l'intermezzo di giuoco della sfida fra le vespe di Castellammare e le triglie livornesi.
JUVE STABIA – LIVORNO 1-2
JUVE STABIA (4-4-2): Seculin; Baldanzeddu, Molinari, Maury, Di Cuonzo; Erpen (63’ Ceccarelli), Mezavilla, Caserta (54’ Scozzarella), Raimondi; Danilevicius (63’ Berretta), Sau. All. Piero Braglia
LIVORNO (4-4-2): Bardi; Salviato, Bernardini, Sini, Lambrughi; Siligardi (55’ Meola), Belinghieri, Luci, Bigazzi; Dionisi (66’ Rampi), Paulinho (83’ Bernacci) All. Armando Madonna.
TERNA ARBITRALE: Cervellera Angelo (Taranto); Chiocchi, Carretta; (IV = Strocchia)
RETI : 10’ Caserta (J) 19’ Paulinho (L) 21’ Dionisi (L)
NOTE: Spettatori Stadio “Romeo Menti” Totale Spettatori 2393 di cui 778 paganti e 1615 abbonati per un incasso complessivo di 37655,00 Euro. Ammoniti: Caserta (J) Belingheri (L) Salviato (L) Luci (L) Espulsi: Sini (L), Barone (L) Angoli: 5-1 Recuperi: 4’ (2T).
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